Si è conclusa con grande partecipazione Marosticampus, la settimana di alta formazione che dal 9 al 13 febbraio ha trasformato Marostica in un laboratorio europeo di idee, dialogo e confronto.
Un’iniziativa inedita per impostazione e respiro scientifico, che ha visto come ente capofila l’associazione culturale Teatris, sostenuta da BCC Veneta, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, il Centro di studi europei Alizé di Roma e il liceo artistico De Fabris di Nove. Il progetto è stato sostenuto anche dal percorso di educazione alla sostenibilità Radici Future e dalla Fondazione CUOA, Business School di Confindustria Vicenza.
Per un’intera settimana, le sedi del Castello Inferiore, di Palazzo Baggio e della Chiesetta di San Marco hanno ospitato lezioni, tavole rotonde, dibattiti e attività partecipative. Studiosi provenienti da istituzioni accademiche di primo piano – tra cui la London School of Economics, Harvard University, il CNR e la Scuola Normale Superiore di Pisa – hanno animato un programma ricco e multidisciplinare, aperto non solo a studenti universitari e liceali, ma anche alla cittadinanza. Il rapporto tra federalismo ed ecologia; il Manifesto di Ventotene e le sue eredità politiche; le prospettive dell’Unione Europea tra integrazione e frammentazione e il ruolo delle regioni e delle comunità locali nelle politiche di prossimità, questi sono i temi che hanno caratterizzato questa formazione.
Il sindaco Matteo Mozzo ha sottolineato come Marosticampus abbia rappresentato «un’occasione di grande valore per la città, capace di mettere in relazione il pensiero accademico internazionale con il territorio e la comunità». Un’iniziativa che ha rafforzato il ruolo culturale di Marostica e ne ha ampliato l’orizzonte europeo.
Sulla stessa linea il vicesindaco Valentino Scomazzon, che ha evidenziato come sostenere il progetto abbia significato «investire nella formazione, nei giovani e in una visione dell’Europa fondata sulla partecipazione, sulla sussidiarietà e sulla sostenibilità».
Per BCC Veneta, iniziative come questa confermano il valore degli investimenti culturali e formativi contribuiscono a costruire una cittadinanza più consapevole e partecipe.
