A distanza di un anno esatto dalla firma del protocollo d’intesa tra ATER Verona, Vicenza e Padova e BCC Veneta, avvenuta lo scorso il 2 dicembre 2024, con l’obiettivo di finanziare interventi di ristrutturazione e riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico, sono state ultimate le prime tre unità abitative da assegnare a nuclei familiari che vivono in situazione di difficoltà economica.
In pieno rispetto della scadenza annuale del piano che prevede, con il contributo di BCC Veneta, il recupero di 3 alloggi all’anno per tre anni consecutivi nelle province di Vicenza, Padova e Verona, sono stati ultimati i primi tre interventi nelle unità abitative rispettivamente di via Cellini a Bassano del Grappa, di Via Pinato a Padova e Via Giorgio La Pira a Soave.
In tutte e tre le occasioni è stato possibile incontrare da parte di BCC Veneta, nelle persone del suo Presidente Flavio Piva e dei suoi Vicepresidenti Leonardo Toson e Remo Pedon, i Dirigenti delle Ater, Matteo Matteuzzi per Verona, Tiberio Businaro per Padova e Valentino Scomazzon per Vicenza oltre ai dirigenti e agli addetti ai lavori per verificare con soddisfazione l’ottimo lavoro di recupero edilizio che ha comportato nella maggior parte dei casi la sostituzione delle caldaie e la messa a norma degli impianti elettrici, il rifacimento dei bagni, la revisione dei serramenti e le tinteggiature rendendo gli immobili del tutto funzionali.
L’obiettivo di questi interventi è quello di restituire alla comunità un’abitazione efficiente, sicura e accogliente, pronta per essere assegnata a famiglie del territorio in difficoltà aiutandole così a superare il disagio socioeconomico in cui versano a favore di un loro pieno inserimento nella comunità.
Il protocollo, che prevede il versamento ad ognuna delle tre Ater firmatarie di una somma di 10 mila euro l’anno per tre anni, rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, capace di unire solidarietà, responsabilità sociale e attenzione al territorio.
Per BCC Veneta, banca realmente radicata nel territorio, perseguire il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche delle comunità come recita l’art.2 dello Statuto, significa anche occuparsi di problematiche sociali come questa e non solo come attestazione di senso civico ma soprattutto come impegno concreto e fattivo per dare un’opportunità a chi ne ha davvero bisogno.