30/05/2024
Papa Francesco a Verona per la pace e la giustizia.

In meno di un mese, Papa Francesco è venuto due volte in Veneto. Il 28 aprile, infatti, il Pontefice ha fatto visita a Venezia e qualche settimana dopo, il 18 maggio, a Verona.

Due eventi che non hanno di certo lasciato indifferente il mondo del Credito Cooperativo (in particolare BCC Veneta), da sempre legato all’esperienza del movimento cattolico, fin da quando, oltre un secolo or sono, quelle che allora erano le Casse Rurali, nacquero sotto l’impulso decisivo della Dottrina Sociale della Chiesa.

Per questo è importante cercare di capire, cogliere, interpretare i motivi profondi che hanno spinto Francesco a venire in terra veneta e in particolare a replicare il suo viaggio a Verona.

Quella nella città scaligera, in particolare, è stata una visita storica che ha avuto come motto “Giustizia e Pace si baceranno”. Si è trattato del terzo pellegrinaggio papale in epoca moderna a Verona, dopo le visite apostoliche di Papa Giovanni Paolo II nel 1988 e di Papa Benedetto XVI nel 2006. Ma il rapporto tra i Papi e la città scaligera è ben più antico e profondo, per il ruolo cruciale svolto dalla città nei secoli. Annunciata per la prima volta lo scorso novembre dal vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili, la presenza di Papa Francesco nella città scaligera è destinata dunque a lasciare un segno indelebile nella comunità cristiana e non solo.

“A far capire quanto sia di portata storica quest’evento, - spiega don Simone Caleffi, teologo e docente alla Lumsa (Libera università Ss. Maria Assunta) - occorre guardare al numero delle precedenti visite papali a Verona: quella di Papa Francesco rappresenta il settimo incontro tra un pontefice e la città di Romeo e Giulietta negli ultimi mille anni. Ma Verona è legata da un filo diretto al pontificato da tempi ben più antichi: Lucio III fu il primo Papa a recarsi nella città veneta nel 1184 e qui vi stabilì la sede papale per circa tre anni, tant’è che il suo successore, Urbano III, fu eletto in un conclave che si tenne proprio in riva all’Adige. Con la visita di Francesco si scrive un altro capitolo di questa storia che collega Verona al papato. Rendendo nota l’ufficialità della visita del Santo Padre, il vescovo di Verona Domenico Pompili, lo scorso 25 novembre, aveva dichiarato: “Papa Francesco ha accolto l’invito di incontrare la Chiesa di San Zeno e la nostra città, definendola crocevia di popoli e dunque spazio adatto al confronto e al dialogo”. La data del viaggio, poi, risulta significativa: il 18 maggio, quest’anno, è la vigilia della domenica di Pentecoste ed il vicino 21 maggio sarà la festa del patrono”.

“Il Pontefice – continua il teologo - è venuto a Verona per prendere parte all’Arena di Pace 2024, evento nel quale ha incontrato e dialogato con varie realtà della società civile, dell’associazionismo e dei movimenti popolari presenti in Italia. Arena di Pace è un percorso iniziato lo scorso giugno, promosso dalla diocesi di Verona e da alcuni giornali cattolici italiani, che riprende un’esperienza degli anni Ottanta e Novanta. Nasce dalla presa d’atto che lo scenario mondiale di una “terza guerra mondiale a pezzi” di cui ha parlato più volte il Papa è concreto e drammatico nelle sue conseguenze, toccando da vicino anche l’Italia, visto che vi sono conflitti in Europa e nel bacino del Mediterraneo. Da qui l’urgenza di interrogarsi in modo serio su come può essere intesa la pace nel contesto odierno e su quali processi si possono intraprendere per costruirla”.

Il motto della visita a Venezia è stato Rimanere uniti nell’amore di Cristo; quello di Verona Giustizia e Pace di baceranno. C’è continuità tra i due motti sul piano teologico?

“Certamente, le due circostanze sono diverse, pensate per momenti e motivazioni differenti: a Venezia il Papa è andato in occasione della 60° Esposizione Internazionale d’Arte. Tuttavia, la continuità teologica appare chiara. Nella pericope evangelica della quinta domenica di Pasqua, Gesù, nel contesto dell’ultima cena, invita i suoi a rimanere in lui. Se, infatti, i cristiani permangono in quell’amore che il figlio di Dio mostra donandosi fino all’ultima goccia di sangue, essi non potranno che essere uniti fra di loro per portare anche alle “altre pecore che non provengono da questo recinto” (Gv 10,16: il dono pasquale della pace che crea giustizia. Ogni guerra è un’ingiustizia che fa perdere tutto, mentre niente è perduto con la pace, per parafrasare quanto disse Pio XII, in un celebre radiomessaggio nell’agosto del 1939, alla vigilia di una nuova guerra mondiale”.

Quello di Verona, con la visita di Papa Francesco, dunque, è stato un evento di straordinario valore, sia sul piano dei significati e dei contenuti, sia per quanto riguarda l’impegno della comunità locale ed ecclesiale della città scaligera, uno sforzo condiviso nel quale il Credito Cooperativo non ha certo mancato di dare il proprio contributo.

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