Monsignor Domenico Pompili ha portato una riflessione sul significato etimologico della parola “finanza”, nata per indicare la conclusione di una transazione o la liquidazione di un debito e, in epoca francescana, usata con una funzione sociale attraverso i Monti di Pietà, ribadendo la necessità, nel sistema capitalistico moderno, di recuperare questo significato originario, rendendo la finanza accessibile a tutti e orientata non solo al profitto, ma anche al bene umano e sociale: concetti questi che si ritrovano nella Carta della Finanza Forte, Libera e Democratica approvata dal XIV Congresso Nazionale del Credito Cooperativo ancora nel dicembre 2011.
L’intervento del Presidente della Camera di Commercio di Verona, Paolo Arena, si è riagganciato alla riflessione del Vescovo di Verona, sottolineando come, negli ultimi anni, le grandi banche abbiano privilegiato la finanza rispetto all’economia reale, a differenza delle BCC che invece hanno sostenuto l’economia reale, mettendo in luce la resilienza delle piccole e medie imprese venete e l’importanza di investire nei giovani per affrontare le sfide future.
L’Assessora, Luisa Ceni, ha sottolineato la natura democratica e cooperativa della Banca, evidenziandone il ruolo di vicinanza al territorio e il contributo al benessere di comunità, famiglie e imprese, nonché la necessità di rafforzare la collaborazione con le istituzioni.
Infine, Daniela Galante, Direttrice della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo, ha messo in risalto la solidità delle BCC e il valore del modello cooperativo, fondato su partecipazione, radicamento territoriale e sostegno all’economia locale, evidenziando il loro impegno nel mantenere un forte legame con le comunità e promuovere uno sviluppo sostenibile.
L’Assessora Luisa Ceni mentre presenta il ruolo delle banche di credito cooperativo
